sicurezza-stradale-mortalita-trasporti-istatIn commissione Lavori pubblici al Senato è iniziata la discussione sull'istituzione dell'agenzia nazionale per la sicurezza stradale.

Dopo l'istituzione della direzione generale per la sicurezza stradale presso l'allora ministero dei Trasporti, avvenuta per opera dell'ex ministro Alessandro Bianchi poco più di un anno e mezzo fa, ora è la volta della nuova struttura, pensata per fornire "supporto tecnico per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, più in generale, per il Governo, al fine di garantire un livello di sicurezza stradale adeguato ed in linea con gli obiettivi fissati dall'Ue".

Cioè, in concreto, per ridurre "del 40% l'incidentalità stradale secondo le indicazioni del Piano nazionale della sicurezza stradale" istituito oltre dieci anni fa, nella primavera del 1999. Premesso che il percorso che porterà alla sua istituzione è appena iniziato e che, quindi, c'è tempo per migliorare (ma anche per peggiorare), vediamo di capire come sarà questa nuova agenzia. Ovviamente avrà sede a Roma ma sarà "dotata di sedi periferiche". A livello centrale si articolerà in un comitato direttivo, in un comitato di coordinamento e in una direzione generale.

Il comitato direttivo sarà composto da nove membri, sei ministri (delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'Economia e delle Finanze, del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dell'Interno, dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca e dello Sviluppo economico) e da tre rappresentanti della Conferenza unificata, la cosiddetta conferenza stato-regioni.

Il comitato di coordinamento, invece, sarà composto da undici membri: un direttore generale "designato" dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sei tecnici designati dai ministri che fanno parte del comitato direttivo, e da quattro membri designati dalla conferenza stato-regioni. La direzione generale sarà costituita da sei uffici dirigenziali, una segreteria per i due comitati e dalle "sezioni periferiche territoriali" (probabilmente a livello regionale ma nel ddl non è specificato). Complessivamente ne faranno parte 150 persone, "di cui almeno 80 nelle sezioni periferiche", provenienti per il 75% dai ministeri coinvolti, dalle regioni e dagli enti locali. Insomma, il 25%, cioè 37 persone, sarà di nuova assunzione.

Dulcis in fundo, si fa per dire, la perla. Già, perché la nuova struttura, per funzionare, avrà bisogno di una sede e di soldi. Che si troveranno con il più classico dei metodi. Cioè aumentando gli importi delle multe del 3%. A proposito. La direzione generale per la sicurezza stradale del ministero, non sarà abolita. E poi dicono che in Italia non si fa nulla per la sicurezza stradale.

Fonte: Quattroruote.it

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